Aggiornamento progetti e attività

Le scarpe piene di passi - aggiornamento

LE SCARPE PIENE DI PASSI - Laboratori di arte, clowneria, danza e di teatro

Finanziato dalla Regione Lombardia col bando volontariato 2019 in partner con Associazione Arco Donna, Associazione La Banca del Tempo di Monza e Circolo Legambiente di volontariato Alexander Langer di Monza.

Il progetto “LE SCARPE PIENE DI PASSI” non ha barriere, non si ferma davanti a nulla, prosegue per la sua strada.

Sussidierietà e volontariato sono i cardini della mission di Àntes e uno degli obiettivi principali è quello di attivare, proseguire interventi e iniziative a favore della promozione del volontariato giovanile e la valorizzazione della cittadinanza attiva responsabile e civile. 

LE SCARPE PIENE DI PASSI è uno dei progetti dedicati alla promozione del volontariato, alla cittadinanza attiva e al welfare generativo. Iniziato nell’ottobre 2019 prosegue il suo percorso  nonostante  le difficoltà organizzative dovute alla pandemia, la voglia da parte di tutti, soprattutto da parte degli  studenti, di voler proseguire col progetto ci ha portati a riprogettare alcune modalità di lavoro all’interno delle attività previste del progetto adeguandoci ai tempi del covid-19.

Una delle attività previste è quella dei laboratori di arte e di animazione realizzati dagli studenti per i bambini della cascina Cantalupo di Monza, gli anziani e i disabili.

I LABORATORI DI TEATRO E DANZA

Nel mese di ottobre 2019 e conclusi a luglio 2020 in cascina Cantalupo sono stati attivati i laboratori d’arte e di danza per i bambini della cascina. Il teatro e la danza rappresentano un’ottima esperienza di crescita per i bambini, soprattutto con quelli che hanno alle spalle vissuti di violenza all’interno del nucleo famigliare. Mediante il gioco teatrale e di danza abbiamo stimolato l’integrazione, la collaborazione di gruppo, nonché la relazione con gli altri. Un altro aspetto di cui riteniamo di aver visto degli sviluppi è stato quello di un miglioramento dell’autostima ed un controllo ideale dei movimenti.

 

LABORATORI DI ANIMAZIONE DEDICATI AGLI ANZIANI E AI BAMBINI DELLA CASCINA CANTALUPO

Nel mese di novembre abbiamo avviato i percorsi per la promozione al volontariato all’interno degli Istituti coinvolti nel progetto; Istituto Floriani di Vimercate, Istituto Marconi di Gorgonzola, Istituto Porta di Monza, Accademia Professionale PBS, ITSOS Maria Currie di Cernusco.

Con alcuni Istituti i percorsi si sono conclusi mentre con l’Istituto Floriani dopo il primo incontro abbiamo dovuto sospendere per il covid -19.

Con l’Istituto Floriani i percorsi vengono effettuati con la collaborazione dell’Associazione Clown Italia per prepararli al volontariato come animatori di clowneria sociale per gli anziani, bambini e disabili.

Il primo incontro tenutosi prima del lockdown, ripreso a settembre poi fermato ancora per il covid-19  ha avuto un grande consenso da parte delle classi aderenti al progetto, tanto da voler riprendere il percorso anche in remoto. 

 

Il covid-19 ha costretto, Anziani, persone sole, soggetti fragili ad isolarsi. Questa emergenza ha toccato in particolar modo le case di riposo le quali sono rimaste isolate, nessuno può entrare, nemmeno i parenti, solo il personale sanitario ed educativo.  Come fare se non si può entrare? Come combattere la loro solitudine? Àntes, i nuovi giovani volontari accompagnati dalla professoressa di riferimento e con l’aiuto dell’Associazione Clown one Italia ha continuato il percorso iniziato a settembre usando la tecnologia. Il percorso per la durata di cinque incontri  è stato effettuato in remoto. Ora siamo pronti a dare una mano e offrire la nostra collaborazione agli anziani della Casa di riposo Ada Bianchi di Agrate Brianza per aiutarli a prevenire e contrastare le conseguenze di un prolungato isolamento. Si effettueranno momenti di clowneria sociale, di relazione, laboratori dei ricordi e ricette legate alla cultura contadina e della nostra regione.

Con i bambini della Cascina Cantalupo i nostri nuovi volontari, appena sarà possibile, si effettueranno i  laboratori e questa volta si farà attività di clowneria sociale.

L'ora del the - nuovo incontro

 

Lunedì 7 dicembre, nonostante il ponte, le feste e i bimbi a casa, siamo riuscite ad organizzare il terzo incontro alla Cascina Cantalupo. Appena entrate, abbiamo subito percepito la presenza dei bambini nell’aria e nei dintorni, di solito molto più tranquilli e silenziosi. Avevamo chiesto alle mamme di pensare ad alcuni detti tipici che riguardassero la maternità, o “le mamme” più in generale. Questi detti e frasi tipiche hanno iniziato a prendere forma su dei cartoncini colorati, che hanno poi decorato allegramente una delle porte della cascina. Tra i detti che più ci hanno divertito, troviamo sicuramente quello di una mamma barese: “STIP Cà TRUV’”. Il significato è “cerca che trovi”, e subito ci ricorda tutti quei momenti in cui le nostre mamme ci hanno detto “guarda che se arrivo e lo trovo io, vedi..”. Un altro tormentone, concordiamo tutte, è il “come ti ho fatto ti disfo”, detto ovviamente, con l’enfasi che solo una mamma arrabbiata ed esasperata può usare. Passiamo poi allo spagnolo, con una frase che riusciamo comunque ad intendere, anche senza traduzione: “y si Vuan se tira por la ventata, te tira por la ventata tu tambièn?”. Letteralmente significa “e se Giovanni si butta dalla finestra, ti ci butti anche tu?”. E in effetti, quante volte, le nostre mamme, ci hanno detto questa frase, invitandoci a ragionare con la nostra testa e a non seguire gli altri “solo perché lo fanno tutti!”. La mamma bielorussa, invece, ci propone delle frasi meno “di petto”, ma molto più poetiche, tipiche , appunto, della tradizione russa. Questa sono scritte in russo, e abbiamo ovviamente bisogno della traduzione! Tra quelle che maggiormente ci hanno colpito, ricordiamo “una mamma non darà mai un consiglio cattivo” e  “la rabbia di una mamma è come un fiocco di neve: freddo, ma che si scioglie subito!”. Questa immagine ci riporta subito ai paesaggi freddi e bianchi della Bielorussia, ma anche ai momenti in cui una mamma è arrabbiata ma si percepisce sul suo viso un sorriso appena accennato, a indicare che comunque, anche questa volta, la si è passata liscia. 

Dopo la prima parte della mattinata, è ora della merenda, sempre molto gradita e attesa da tutte noi. Il momento è diventato ormai un vero e proprio rituale di coccole, calore e molta bontà, per deliziarci lo stomaco ed il cuore. La nostra super mamma della Bielorussia, ci ha preparato degli ottimi dolcetti all’albicocca e alla cannella, ricetta di famiglia, tramandata per rimanere in tema, dalla sua mamma, accompagnati da un caldo e dolce the alla menta.

La seconda attività che proponiamo non è più legata alla parola, ma alle immagini. Abbiamo infatti preparato una serie di fotografie, quadri, foto di paesaggi, animali, momenti  quotidiani, che potessero in qualche modo ricordare la maternità, l’essere mamma e l’essere donna. Attraverso le immagini, le fotografie ed i colori, infatti, spesso riviviamo emozioni che troviamo difficili da esprimere a parole, o ci tornano alla mente ricordi che facilmente riaffiorano, osservando la foto di qualcuno che ha vissuto quei momenti, proprio come noi. Chiediamo quindi alle donne di scegliere delle immagini che più rappresentano per loro i momenti di maternità, e l’essere donna e mamma, e di raccontarci le emozioni ed i pensieri che hanno mentre guardano queste fotografie.  Stiamo chiedendo loro di fare un passo molto importante, di aprirsi, di raccontarsi. E i racconti che nascono, da quelle semplici immagini, sono magici, e ci avvolgono di amore e tenerezza. Una mamma ha scelto l’immagine dell’ecografia, la prima “foto” del bambino, che le ricorda appunto il momento della gravidanza e la scoperta della dolce attesa. Un’altra mamma, mostrandoci la foto di un parto, ci racconta il momento della sua maternità. Con lei viviamo  la fatica, la paura, ma anche l’immensa gioia che, come ci spiega, solo la nascita di un figlio può dare. L’ultima mamma ha in mano la foto di una madre che gioca con i suoi bambini, e ci racconta di quando, proprio nel momento del gioco con i suoi piccoli, lei li guarda e pensa a quanto siano belli, a quante cose abbiano imparato e sappiano fare e come siano per lei un “piccolo miracolo”. Notiamo, divertite, che tutte le mamme hanno scelto tra le immagini delle foto che rappresentano il momento delle spesa con i bambini, un momento sempre molto difficile ed impegnativo. Ridendo, infatti, ci raccontano di quanto sia difficile portare i loro bimbi a fare la spesa, di quando arrivata alla cassa ti accorgi che nel carrello ci sono cose che non hai mai preso dalle corsie del supermercato, degli sguardi giudicanti delle persone che osservano i capricci dei figli delle altre mamme. Tra una risata ed i ricordi, il tempo è passato molto piacevolmente, ed è ormai mezzogiorno.

Ci salutiamo, ed usciamo dalla stanza piene di amore che solo delle mamme possono raccontare e dare, perché, come sappiamo tutti, “LA MAMMA È SEMPRE LA MAMMA!”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo sito utilizza cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nell'informativa. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o a alcuni cookie consulta l'informativa. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione acconsenti all'uso dei cookie.